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Una casa deve avere un’anima, una storia da raccontare, solo così si innescano energie inedite.
Il progetto, secondo noi, nasce da un’incontro, fra chi abiterà lo spazio e chi sa tradurre in realtà le sue aspettative.
Un progetto che sia la sintesi ottimale tra proposte e desideri del committente, che sappiano innescare la visione del progettista.
Una sola regola è fondamentale: partire dall’esistente.
Per questo progetto siamo partiti da una vecchia madia ed alcune vecchie assi di legno appartenute ai nonni degli amici che ci hanno commissionato questo lavoro.

 

LA MADIA: LA MEMORIA TROVA LA SUA RAGIONE NEL PRESENTE

 

La madia che ci è arrivata in laboratorio è un mobile che possiamo definire eloquente, nella sua semplicità, ci racconta della pasta tirata sul suo piano in assi di abete, ormai ammalorate, o delle stoviglie conservate nella vasca sotto al piano, la cui pelle è stata ridisegnata dal tempo e dai tarli.
Proprio da qui siamo partiti, da questa meravigliosa texture che, da difetto, ne è diventata il valore aggiunto.
Così abbiamo deciso di sostituire il piano in abete con un piano in vetro che fosse in parte un piano d’appoggio fisso, con un’anta per riporre la collezione di ceramiche nella vasca, una lente che esaltasse la parte antica e modellata dal tempo, in contrasto con il trattamento minimale del resto della struttura.

LE ASSI DI LEGNO: UN MIX DI ESSENZE LOCALI PER UN TAVOLO CONTEMPORANEO

 

Insieme alla madia sono arrivate delle vecchie assi di legno annerite dal tempo, con diverse fessurazioni, buchi e bulloni, ed una richiesta: farne un tavolo.
Come prima cosa abbiamo tolto tutti gli elementi di ferro, per poi piallare le assi e rimanere incantati dal disegno della quercia e del gelso.
Le numerose discontinuità del piano rendono il tavolo unico e gli donano una bellezza naturale, ma lo avrebbero reso impraticabile come tavolo da pranzo, così abbiamo deciso di restituire la planarità riempiendo i vuoti con della resina epossilica trasparente, che da un lato ci ha dato una superficie solida e dall’altro ha immobilizzato e reso eterna l’immagine del legno.

IL PROGETTO DI SPAZIO: UN PAESAGGIO FLUIDO E SENZA TEMPO

 

Una volta deciso come trattare i singoli manufatti, ci siamo concentrati sullo spazio e su come far interagire il vecchio con il nuovo.
Abbiamo demolito le pareti che separavano la cucina dalla sala pranzo, e con esse il camino, che da elemento di servizio alla cucina, sarebbe divenuto il fulcro dell’intera zona giorno, un moderno focolare.
Con gli spazi liberati dai muri abbiamo ampliato la cucina, prevedendo un’isola che fungesse da piano di lavoro e luogo di convivialità, un elemento di frontiera che aiuti ad interpretare in maniera flessibile lo spazio.
La madia è stata posizionata in un angolo, dove abbiamo previsto una presa elettrica, in modo da poter sfruttare la parte fissa del piano in vetro come appoggio per un angolo bar.
A completare la composizione sedie e sgabelli dalle forme morbide e dai toni eleganti.